Per quasi 13 anni ho vissuto a Isola delle Femmine, un piccolo borgo marinaio a due passi da Palermo. Lì ho conosciuto “El Gringo”, un uomo mite amante del vino e dei cavalli.
Non ho mai saputo il suo vero nome. Alcuni lo chiamavano “l’Uomo Tavernello”… e non a caso. Poteva anche dimenticare i pantaloni — e credimi, una volta accadde davvero — ma mai il suo brick di vino.
El Gringo, l’uomo Tavernello
Era un tipo sulla sessantina, perennemente ubriaco, che indossava sempre gli stessi abiti: maglia bianca e verde, pantaloni cargo e uno smanicato rosso rubino; una vera e propria “uniforme”.
Nel suo viso, pieno di rughe, spiccavano folti baffi di colore biondo-oro, tendente all’arancione. Il naso importante, con una gobba in alto, sovrastava due labbra esili ma lunghe aperte in un sorriso quasi perenne e contagioso. Pelle abbronzata dal sole mediterraneo e guance rosso “syrah”.
Ma l’aspetto caratteristico che lo rendeva davvero inconfondibile era la sua “camminata”. Un vero cowboy dal passo deciso.
Come se fosse un personaggio uscito da un film di Sergio Leone, lo potevi incontrare, barcollante, mentre percorreva a piedi la SS113 diretto verso il suo saloon preferito: il discount dove si riforniva di vino in brick.
L’ingresso leggendario
Un giorno accompagnai mia madre dal medico del paese per delle prescrizioni. La sala d’attesa era davvero affollata, così ci sedemmo su due poltroncine e aspettammo il nostro turno.
Mentre smanettavo con il cellulare, sentii provenire da fuori un incomprensibile suono, poi il silenzio. Non prestai caso e ripresi a scrollare.
Dopo poco di nuovo quel suono. Stavolta era più forte, impossibile da ignorare. Non ero l’unico a sentirlo: altri in sala d’attesa si guardarono attorno perplessi, cercando di capire da dove provenisse quello strano verso. Poi arrivò chiaro e netto: un nitrito. E poi un altro. E un altro ancora, sempre più vicino.
Sembrava davvero che ci fosse un cavallo scalpitante dietro la porta. Tutti in sala d’attesa si girarono verso l’ingresso.
La porta si spalancò di colpo ed entrò lui: El Gringo!
Si mise a cavalcare su una sella immaginaria e a nitrire per tutta la sala d’attesa, sembrava una scena di teatro futurista. L’atmosfera era surreale, ma troppo divertente per smettere di ridere.
Il rito dei gastroprotettori
Dopo quell’ingresso spettacolare, capolavoro di follia, El Gringo trottò verso il bancone per parlare con la segretaria. Smontò con sorprendente agilità dal suo fedele destriero e si sistemò la cintura con aria seria.
Salve signorina… qui tutti conoscono la mia leggenda. Io sono El Gringo, e questo — indicando il vuoto — è il mio fedele destriero.
Su una cosa aveva ragione El Gringo: lo conoscevano davvero tutti. Era ubriacone, sì ma non era pericoloso; anzi, aveva raccolto la simpatia di tutto il paese.
Proprio per questo la segretaria, come tutto il resto dello studio, era assolutamente a suo agio. Stava pure al suo gioco, fingendo di prendere appunti sulle avventure del cowboy e del suo immaginario destriero!
Ogni mese, El Gringo si recava dal medico per lo stesso identico motivo: i gastroprotettori.
Signorina, non avrei mai pensato di chiederglielo, ma… mi serve il suo aiuto. Mi servono dei gastroprotettori, posso averne una scatola?
Solo se si fa visitare dal medico.
El Gringo con aria risentita rispose:
Oltraggioso!
Si voltò e rimontando in sella pronunciò:
Questa storia non finisce qui! Io e il mio destriero torneremo! Chiunque provi a fermarci dovrà affrontare la pistola più veloce della contea! Yeeeehah!
Trottò verso l’uscita continuando a cavalcare lungo la strada, finché scomparve dalla vista. Dietro di lui rimase soltanto il leggero profumo di Tavernello e brusio delle voci dei pazienti che commentavano divertiti la scena a cui avevano assistito.
L’ultima cavalcata di El Gringo
Quella fu l’ultima volta che vidi El Gringo.
Oggi, dopo tutti questi anni, quando mi capita di vedere un brick di vino, non posso fare a meno di pensare a lui. Ho saputo che è morto alcuni anni fa, ma voglio diffondere la sua leggenda attraverso questo articolo.
Spero che da qualche parte, magari, El Gringo starà ancora cavalcando il suo fedele destriero, pronto a vivere nuove avventure come solo un vero cowboy sa fare.
